Come già indicato nella presentazione, questo studio legale non si occupa in via esclusiva di diritto di famiglia. Tuttavia, nel 2002 ha iniziato a condurre studi e ricerche sul fenomeno delle separazioni coniugali, dei divorzi e dell’affidamento dei minori.
Il fatto non essere strettamente uno studio di “matrimonialisti”, pur avendo maturato nel tempo numerose esperienze forensi anche in questo settore, è da noi considerato una risorsa piuttosto che un limite.
Infatti, in questi anni lo studio ha potuto osservare dall’interno la situazione, incrementando le competenze tecniche in questo ambito, ma nel contempo rimanendo meno legato al mondo delle separazioni e dei divorzi, sul piano professionale ed economico. Questo fattore è stato decisivo, al fine di cogliere l’esigenza di un approccio diverso ai problemi delle famiglie – e soprattutto dei genitori – che entrano in crisi.
Il tema è stato diffusamente trattato nel libro “La Fabbrica dei Divorzi – Il Diritto contro la Famiglia”, pubblicato nel settembre 2008 dalle Edizioni San Paolo. Si tratta di un’opera che riassume gli studi e le esperienze maturati dallo studio dell'avv. Fiorin in ambito familiaristico, nel tentativo di proporre un modo alternativo di affrontare i contenziosi giudiziari ad esso collegati.
Il limite maggiore dei professionisti che si occupano di famiglia – avvocati, magistrati e consulenti – attualmente è di carattere non tanto tecnico quanto culturale. Vale a dire che, per ragioni ben comprensibili, gli studi legali e gli uffici giudiziari che si occupano soltanto (o quasi) di contenziosi familiari tendono ad acquisire un modus operandi troppo condizionato dagli orientamenti dominanti nella giurisprudenza, e soprattutto nella mentalità corrente, rispetto al fenomeno delle separazioni e dei divorzi.
Eppure, gli operatori del settore dovrebbero rendersi conto prima e meglio degli altri di come la crisi dell’istituto matrimoniale, e il dilagare del “divorzismo”, stiano pregiudicando nel profondo, e in modo forse irreversibile, la qualità delle relazioni civili, sociali e economiche di tutto l’Occidente.
Tutto ciò sta avvenendo in maniera molto più estesa e grave di quanto si sia generalmente disposti ad ammettere. Quindi, per questo solo motivo, tutti gli operatori coinvolti nei problemi della disgregazione della famiglia dovrebbero chiedersi con urgenza se, e fino a che punto, un’alternativa sia possibile.
Pertanto, pur senza alcuna presunzione di possedere risposte prefabbricate, riteniamo che andrebbero rivisti i criteri di fondo con i quali, oggigiorno, la maggior parte dei professionisti affronta le crisi coniugali e genitoriali.
Nella gran parte dei casi, sono tuttora gli studi degli avvocati i primi recettori delle istanze dei cittadini che si avviano a chiedere, o a subire, la dissoluzione del proprio nucleo familiare. Dunque, è proprio dalla avvocatura che, a nostro modo di vedere, dovrebbe provenire un primo tentativo di abbozzare risposte alternative a quelle che oggi vengono solitamente proposte.
La “mediazione familiare”, infatti, non è ancora un istituto affermato nel nostro Paese, e pensiamo che potrà svilupparsi compiutamente solo nel momento in cui saprà offrire una vera azione di supporto alla famiglia in crisi, anziché – come invece avviene oggi – un semplice ausilio per raggiungere l’obiettivo di “divorziare bene”.
da www.studiofiorin.it